Domande frequenti

Domande frequenti 2018-09-23T18:18:35+00:00

Quando posso contattare Dolomiti Assistenza?

In qualsiasi momento, utilizzando i recapiti telefonici a disposizione.

Posso avere un servizio flessibile?

Certamente si, gli orari di lavoro nella turnazione ad ore, possono essere continuativi o flessibili in base alle esigenze della famiglia.

Avere un servizio flessibile comporta maggiori costi?

Assolutamente no, nello sviluppo della busta paga del lavoratore viene tenuto conto delle ore effettivamente lavorate anche se variabili giornalmente.

Nel servizio di badante a ore o convivente devo pagare una quota di attivazione o di disdetta?

No, nessuna quota iniziale o finale e nessuna penale.

Nel caso in cui non sia soddisfatto del servizio di badante convivente, devo disdettare con alcune settimane di anticipo?

No, la disdetta puo’ avvenire in pochi giorni e senza alcuna penale.

Quali sono le attività/servizi di un assistente familiare?

Detti servizi possono essere personalizzati per l’assistito o su indicazione della sua famiglia: tra questi l’igiene personale, la preparazione dei pasti, la compagnia, l’aiuto nell’alzata e nella messa a letto della persona, assistenza notturna, il riordino della casa ed altri ancora.

Come posso avere la copertura del servizio di badante convivente, durante le ore o giornate di riposo previste dal contratto di lavoro?

Nessun problema, possiamo su richiesta proporre servizi aggiuntivi di copertura per le ore o giornate non coperte di servizio.

Ma come faccio, quando la badante va in ferie o si ammala?

Nessun problema anche in questo caso, attivando i nostri servizi, provvederemo alla sostituzione gratuita della badante con un’altra persona, durante le ferie o i periodi di malattia.

Cosa devo fare dal punto di vista fiscale, amministrativo, contrattuale nei confronti della badante incaricata del servizio?

Nulla, Dolomiti Assistenza si occuperà di tutto l’iter burocratico per una corretta gestione del servizio.

Ma se avessi bisogno di una colf, assistente ad ore o badante convivente potrei fare a meno di regolarizzarla?

Assolutamente no! La legge Italiana è molto chiara in materia, lo vieta con pesanti sanzioni amministrative e penali, inoltre ricordiamo che i Lavoratori devono essere regolarizzati a norma di legge.

Potrei assumere in autonomia una badante senza permesso di soggiorno?

Assolutamente no! Non è possibile avviare un rapporto di lavoro in mancanza di regolare permesso di soggiorno. Il datore di lavoro può andare incontro a denunce di carattere penale: l’arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato.

Cosa succede se dopo aver assunto in autonomia una persona, non pago i contributi del lavoratore?

Nel caso di “lavoro nero” (lavorante assunto senza Comunicazione al Centro per l’impiego e senza iscrizione all’Inps) la legge prevede che, per l’omesso pagamento dei contributi di ogni lavoratore, il datore di lavoro debba pagare le sanzioni civili al tasso del 30% in base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% ed un minimo di 3.000 euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Quindi, anche per una sola giornata di lavoro “in nero” il datore di lavoro può essere punito con la sanzione minima applicabile di 3.000 euro. Questa sanzione civile è cumulabile con le sanzioni amministrative per la mancata comunicazione al Centro per l’impiego e per la mancata iscrizione all’Inps nei termini stabiliti.

Cos’è l’indennità di accompagnamento?

Si tratta di una provvidenza in favore degli invalidi civili totalmente inabili a causa di minorazioni fisiche o psichiche.

Condizioni:

  • viene erogata indipendentemente dall’età;
  • bisogna essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • serve il riconoscimento di un’invalidità totale, non essere in grado di deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita;
  • l’interessato non essere ricoverato in istituto con pagamento della retta a carico dello Stato (o di Ente pubblico).

Importo 2015: Euro 508,55 per 12 mensilità.

Ausili e protesi: la detraibilità delle spese – Come fare?

La normativa vigente prevede la possibilità di detrarre, in sede di denuncia dei redditi, il 19% delle spese sostenute per l’acquisto di protesi e ausili. Tra gli ausili detraibili rientrano: le carrozzine per disabili; apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale; l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione; ausili per il sollevamento (sollevatori, piattaforme elevatrici, servoscala, carrozzine montascale). La detrazione si applica integralmente e cioè sempre nella misura del 19% ma senza che venga applicata la franchigia prevista per le spese sanitarie. Per ottenerla è necessario disporre della seguente documentazione:

  • prescrizione del medico curante (non necessariamente il medico di famiglia); in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere a richiesta degli uffici;
  • un’autocertificazione per attestare la necessità per il contribuente o per i familiari a carico e la causa per la quale è stata acquistata la protesi, l’ortesi o l’ausilio;
  • fattura, ricevuta o quietanza del prodotto acquistato dal disabile o dal familiare cui questo è fiscalmente a carico. Aliquota IVA agevolata al 4%

Copre:

  • apparecchi di ortopedia (comprese le cinture medico-chirurgiche);
  • oggetti ed apparecchi per fratture (docce, stecche e simili);
  • oggetti ed apparecchi di protesi dentaria, oculistica ed altre;
  • apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi ed altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da inserire nell’organismo, per compensare una deficienza o una infermità;
  • poltrone e veicoli simili per invalidi anche con motore o altro meccanismo di propulsione;
  • servoscala e altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie;
  • protesi e ausili inerenti a menomazioni funzionali permanenti.

Che agevolazioni ci sono su spese per servizi domestici, assistenza personale, assistenza specifica?

  1. La deduzione per servizi domestici
    Il Legislatore (Legge 342/2000, articolo 30) ha tentato di supportare le famiglie – tutte, non solo quelle che hanno in carico una persona disabile – che si avvalgano di addetti ai servizi domestici (colf, badanti ecc.). Onde evitare elusioni fiscali e contributive, l’agevolazione viene concessa solo nel caso in cui colf o badante siano regolarmente assunte (non necessariamente a tempo pieno). Viene riconosciuta una deduzione dal reddito (indipendentemente dall’ammontare di quest’ultimo) fino a 1549,37 euro. Possono essere dedotti però solo i contributi previdenziali e assistenziali relativi alla retribuzione dell’operatore. La deduzione spetta al diretto interessato o al familiare che ce l’abbia a carico fiscale.
  2. La detrazione per l’assistenza personale
    Alle persone non autosufficienti o ai loro familiari è concessa l’opportunità aggiuntiva di recuperare, in sede di denuncia dei redditi, anche una parte della spesa sostenuta per retribuire l’assistenza personale (ad esempio le badanti). Dal 1° gennaio 2007, infatti, le spese non sono più deducibili (cioè deducibili dal reddito) ma sono diventate detraibili (dall’imposta sui redditi) nella percentuale del 19%, calcolabile su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro. Inoltre è stato introdotto un limite di reddito del contribuente: se supera i 40.000 euro la detrazione non viene concessa.

Quali altre agevolazioni?

  1. Le agevolazioni telefoniche per le persone disabili
    Riduzione del 50% sul canone mensile di abbonamento. Non viene invece riconosciuta alcuna agevolazione sugli scatti telefonici. Al beneficio vengono ammessi i nuclei familiari al cui interno vi sia un invalido civile o un percettore di pensione sociale o un anziano sopra i 75 anni o un capofamiglia disoccupato. Oltre a questi requisiti, il nucleo familiare deve anche dimostrare di trovarsi in difficoltà economica, non deve cioè superare un livello di reddito di 6713,93 euro l’anno, determinato in base all’ISEE.
  2. Telefonia mobile
    La normativa vigente prevede che la tassa di concessione governativa non sia dovuta dagli invalidi “in seguito a perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori nonché a non vedenti”. L’agevolazione è stata estesa successivamente anche ai sordomuti.
  3. Erogazione di ausili
    Per gli invalidi civili, i ciechi civili e i sordomuti è prevista l’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale di protesi, ortesi ed ausili correlate al tipo di minorazione accertata. Le protesi, le ortesi e gli ausili ammessi all’erogazione sono quelli elencati in un’apposita norma, e quelle ad essi riconducibili. Vengono erogate solo dietro specifica prescrizione medica. Questa prestazione è garantita anche alle persone con invalidità superiore al 33%.
  4. Esenzione ticket
    Le modalità di esenzione dai ticket sono oramai disciplinate dalle singole regioni. Ricordiamo che le esenzioni sono per età, reddito, farmaci correlati a particolari patologie o per invalidità. In quest’ultimo caso, solitamente, le esenzioni si applicano a partire dal 66% di invalidità. Si suggerisce di contattare il proprio Distretto sociosanitario o la propria Azienda Usl, o il proprio medico di famiglia, per le informazioni più aggiornate e valide localmente.
  5. Contribuiti per l’adattamento ai dispositivi di guida
    È previsto un contributo pari al 20% della spesa sostenuta per l’adattamento dei dispositivi di guida nei veicoli delle persone titolari di patente speciale. La richiesta di contributo va presentata alla propria Azienda Usl. Il contributo non spetta per gli eventuali adattamenti al veicolo.
  6. Contrassegno invalidi per la circolazione e la sosta
    Le “persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta” e per i non vedenti è possibile ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto “contrassegno invalidi” o “contrassegno arancione”. Per il rilascio l’interessato deve rivolgersi al servizio di medicina legale della propria Azienda Usl e farsi rilasciare dall’ufficio medico legale la certificazione medica che attesti che il richiedente ha una capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta o è non vedente. Non è quindi sufficiente il certificato di invalidità civile di cui è in possesso.
  7. Contributi per l’eliminazione delle barriere in casa
    La normativa vigente prevede che per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici già esistenti, le persone con disabilità possano richiedere un contributo al comune dove è sito l’immobile. La richiesta di contributi deve essere presentata prima dell’inizio dei lavori. Il contributo viene liquidato dopo l’esecuzione dei lavori e la presentazione del rendiconto delle spese sostenute.